Questo artista è giunto alla pittura per vie inconsuete poiché per dedicarsi ai colori e ai pennelli lasciò la carriera di corridore ciclista (era professionista nella << Gazzola >> di Mondovì). Gianni Mana prima di diventar pittore aveva ottenuto successi brillantissimi in corse in Italia e all’estero. A spingerlo sulla strada dell’arte fu l’esempio che gli veniva dalla famiglia nella quale oltre che lo sport si é coltivata anche la pittura, e pittori sono il padre e un fratello di Gianni.
Gianni Mana ha dunque cominciato a dipingere verso il 1966 e i suoi quadri interessarono subito i critici che trovarono un cromatismo accesso ed istintivo, molta sincerità e la capacità di suscitare nell’animo dell’osservatore attimi fuggevoli di intensa poesia.
Nella Vecchia strada, eseguita con inchiostro di china su cartone e che qui vien data, con mezzi infine semplici il pittore è riuscito a dare pienamente l’atmosfera e l’ambiente tuttavia romantico di certe città piemontesi. C’è nella visione una malinconia filtrata, qualcosa che pur avendo una precisione deamicisiana si avvicina a Guido Gozzano.

Giudizio critico: <<… a Gianni Mana è accaduto di essere colpito da luci ed ombre particolari ed è stato travolto da mille sentimenti sconosciuti. Non vi sarà bisogno, ha poi aggiunto, di cercare altri motivi nelle tele dell’artista, di richiamarsi ai sui cieli che accendono e nuvole e case e mare, o paiono avvincere alberi solitari in un’eterea danza, né ricordare il trasparente umidore dei paesaggi per dire che in questo pittore vi sono quella sensibilità e quel romanticismo che, lo si voglia o no, devono essere alla base di ogni buona forma d’arte>>.

Reno Masoero